ref:topbtw-4630.html/ 8 Novembre 2026

La quota di lavoratori a rischio povertà tra gli autonomi è più che doppia rispetto a quella dei dipendenti.
Se per i primi è del 18,8 per cento per i secondi è del 7,9 per cento.
A livello di ripartizione geografica la situazione più critica si registra nel Mezzogiorno.
Se tra gli autonomi di quest’area il rischio è del 31,6 per cento, per i salariati è del 15,1 per cento.
I dati sono riferiti al 2025 (vedi Tab. 1). La segnalazione viene dall’Ufficio studi della CGIA.
Gli autonomi sono i veri precari.
Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (dichiarazione dei redditi 2024) i titolari di partita Iva
che hanno presentato la dichiarazione dei redditi sfiorano i 4 milioni, la flessibilità e l’indipendenza lavorativa hanno un prezzo molto alto:
la scarsità di protezioni.
Rispetto ai lavoratori dipendenti, infatti, non possono contare su indennità di malattia, ferie retribuite, permessi, Tfr e tredicesima/quattordicesima
mensilità.
Quando si ammalano o chiudono temporaneamente l’attività, il reddito si ferma con loro.
Il divario emerge con maggiore evidenza nei momenti di crisi.
In caso di difficoltà momentanea dell’attività, non è prevista la Cassa integrazione guadagni, lo strumento che permette alle aziende
di sospendere o ridurre il lavoro senza lasciare i propri dipendenti senza stipendio.
E se l’attività chiude definitivamente, non scatta la NASPI, l’indennità di disoccupazione che accompagna chi perde il posto verso
una nuova occupazione, ma l’ISCRO che è una misura che ha una copertura limitatissima.
Insomma, questi lavoratori operano in una condizione di fragilità strutturale, che si fa sentire soprattutto nei periodi di incertezza economica.
Per questo cresce la richiesta di un sistema di welfare più inclusivo, capace di riconoscere diritti e sostegni anche a chi lavora in proprio,
senza penalizzare l’autonomia professionale.
La flat tax al 15% è del 2015
Per sostenere la componente dei lavoratori autonomi più vulnerabili economicamente, privi delle tutele del lavoro dipendente e con
redditi spesso discontinui, dal 2015 il Governo Renzi ha istituito il regime forfettario, un sistema semplificato per le piccolissime partite
Iva senza dipendenti, senza alcuna struttura organizzativa alle spalle e con ricavi contenuti.
La misura ha introdotto un’imposta sostitutiva del 15 per cento su un reddito determinato in via forfettaria, in base a un coefficiente
di redditività legato al tipo di attività.
Il nuovo regime ha sostituito i minimi, le nuove iniziative produttive e il regime degli ex minimi, riordinando la disciplina.
Dal 2016 il regime forfettario è l’unico regime agevolato rimasto per questa categoria di lavoratori…
( Redazione )
LINK: https://www.cgiamestre.com/il-rischio-poverta-degli-autonomi-e-doppio-rispetto-a-quello-dei-dipendenti/

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