ref:topbtw-4582.html/ 5 Settembre 2026

A Reggio Calabria la retribuzione media annua è la metà di quella pagata a Milano..
In Italia nel 2024 abbiamo lavorato mediamente 246,5 giorni all’anno, tuttavia il dato nasconde una forte differenza territoriale.
Al Nord la media si attestata su 255 giorni all’anno, mentre nel Mezzogiorno ci si è fermati a 228: una differenza di 27 giornate lavorative,
pari a quasi un mese di lavoro in più ogni anno per i lavoratori settentrionali.
Ovviamente, anche sul fronte delle retribuzioni il divario è significativo.
La paga media giornaliera ha raggiunto 108 euro al Nord, contro gli 80 euro al Sud:
il differenziale è stato del 36 per cento a favore dei lavoratori del settentrione.
Una distanza che si riflette anche sulla produttività:
al Nord è infatti è stata superiore del 36 per cento rispetto al Mezzogiorno.
Il quadro evidenzia così uno dei principali squilibri strutturali dell’economia italiana, dove differenze nei giorni lavorati,
nelle retribuzioni e nella produttività finiscono per alimentarsi reciprocamente.
A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA.
Gap Nord-Sud dovuto alla precarietà e al lavoro nero.
Si lavora di più a Lecco, Biella e Vicenza
Perché il numero di giornate lavorative nel Mezzogiorno risulta inferiore rispetto al Nord?
Per rispondere occorre considerare che si tratta di un monte ore annuo rapportato al numero di occupati e che questo dato più basso
è legato principalmente a tre fattori:
una maggiore diffusione della precarietà, un ricorso più frequente al part time involontario e una componente rilevante di lavoro
stagionale (nel turismo e nell’intrattenimento).
Va quindi evitata la conclusione secondo cui al Sud si lavora meno per una minore propensione al lavoro.
Questa lettura non tiene conto di un altro elemento importante:
la diffusione del lavoro nero, che nel Mezzogiorno raggiunge dimensioni significative.
Trattandosi di lavoro illegale, queste ore non vengono conteggiate nel monte ore ufficiale.
Il risultato è che il dato ufficiale sottostima le ore effettivamente lavorate, poiché una parte del lavoro svolto resta fuori
dalle statistiche.
Si tratta dunque non tanto di una minore quantità di lavoro, quanto di condizioni occupazionali più fragili e meno regolari.
A livello provinciale è Lecco a registrare il numero medio di giornate retribuite più elevato d’Italia (265,4).
Seguono Biella (263,9), Vicenza (263,4), Monza-Brianza (263,3) e Lodi (262,8).
Stiamo parlando di realtà territoriali storicamente ad alta vocazione manifatturiera, dove nella stragrande maggioranza dei casi
le imprese di media e grande dimensione lavorano a ciclo continuo.
In coda alla classifica nazionale scorgiamo Rimini (212), Nuoro (205) e Vibo Valentia (195)…
NOTA:
.. Rimini ? E le attività di alberghi, pensioni, B&B, lidi, discoteche... tutte accuratemente sommerse..
Ed i frontalieri.. a San Marino ?
Dimenticati ?
LINK
https://www.cgiamestre.com/al-sud-si-lavora-un-mese-in-meno-del-nord/
(Redazione )

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