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ref:topbtw-4510.html 26 Maggio 2026


Milano....

La Boffalora..

Il quartiere meno abitato a Milano


Caratterizzato da risaie, rogge e cascine storiche, esiste un pezzo di Milano rimasto fuori dalle grandi trasformazioni urbane degli ultimi decenni.

Un territorio poco abitato, stretto tra il Parco Agricolo Sud, l’autostrada e i confini con Buccinasco e Assago.

Ma proprio questo isolamento potrebbe diventare il suo valore futuro.

La Boffalora coincide con l’area compresa tra il deviatore dell’Olona e il confine comunale con Buccinasco e Assago.

Pur potendola considerare la parte più rurale della Barona, conserva ancora oggi un carattere agricolo e un paesaggio separato dal tessuto urbano compatto di Milano.

Qui dominano campi coltivati, corsi d’acqua, cascine storiche e percorsi rurali immersi nel Parco Agricolo Sud Milano.

L’urbanizzazione è limitata quasi esclusivamente al quartiere Cantalupa, realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta lungo via Giuseppe De Finetti.

Per il resto il territorio conserva ancora una struttura agricola fatta di corti rurali, vecchi mulini e nuclei sparsi.

La storica Cascina Boffalora, che dava il nome alla zona, è stata demolita sul finire degli anni Ottanta per lasciare spazio all’attuale complesso soprannominato “UFO della Barona”.

Anche la vicina Cascina Boffaloretta è scomparsa nello stesso periodo.

Oggi la Boffalora resta uno dei territori meno abitati e meno conosciuti di Milano.

Una realtà quasi sospesa tra città e campagna.

# Tra cascine ancora attive e aree abbandonate

Cascina Battivacco

La caratteristica più particolare della Boffalora è che parte del sistema agricolo è ancora presente e funzionante.

Cascine come Cascina Battivacco ospitano attività agricole, vendita diretta, iniziative educative e servizi legati al territorio.

Anche l’area di Cascina San Marco al Bosco e Cascina San Marchetto conserva ancora attività agricole immerse nelle risaie e nei percorsi rurali del Parco Sud.

Via Valpolicella e via Bardolino

Accanto a queste realtà esistono però anche edifici sottoutilizzati, strutture degradate, vecchie cascine in rovina, aree semiabbandonate e piccole discariche di rifiuti lungo le poche strade che attraversano il territorio.

Lungo la via principale c’è un ristorante, un’azienda e nulla più.

# Il possibile borgo rurale di Milano sul modello Chiaravalle

Proprio questa combinazione tra campagna, cascine e spazi aperti potrebbe trasformare la Boffalora in uno dei territori più particolari della città.

Il modello potrebbe essere il nucleo abitato attorno all’Abbazia di Chiaravalle, immerso nel paesaggio agricolo del Parco Sud, con case, servizi, attività locali e una forte identità territoriale.

Negli ultimi anni a questo sistema si sta aggiungendo anche il recupero di alcune cascine e strutture rurali trasformate in residenze e nuove funzioni compatibili con il contesto agricolo.

Anche la Boffalora potrebbe evolvere in modo simile, pur se in misura ridotta dato il minor spazio edificabile:
un borgo rurale integrato nella metropoli e riconoscibile per identità, paesaggio e atmosfera.

La presenza del Parco delle Risaie, della chiesetta di San Marchetto e dei percorsi agricoli offre già oggi elementi che altrove vengono ricreati artificialmente nei nuovi quartieri.

Alcune cascine potrebbero essere recuperate come punti ristoro, laboratori agricoli, spazi culturali o strutture ricettive legate al turismo lento.

Anche le aree oggi degradate potrebbero essere trasformate in comparti residenziali che mantengano un profilo in altezza e un disegno allineato alle costruzioni dell’area.

La vicinanza con il centro renderebbe questo sistema facilmente raggiungibile in bicicletta o con collegamenti locali.

In questo modo la Boffalora potrebbe diventare una destinazione urbana particolare senza perdere il proprio carattere agricolo.

Un piccolo paese dentro Milano.

# Il nodo dei collegamenti

Uno dei principali limiti della Boffalora resta l’isolamento infrastrutturale.

Non esistono linee ATM che attraversano direttamente il territorio e la fermata più vicina resta quella di Famagosta della M2.

Anche le linee autobus si fermano ai margini dell’area lasciando molte cascine raggiungibili quasi solo in auto o bicicletta.

Il quartiere Cantalupa convive inoltre da decenni con il rumore della A7 Milano-Genova e del ramo esterno della linea verde verso Assago.

A Milano..

Come sempre..
molto da scoprire...

( Redazione )


L'ITALIA che NON MUORE....


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