ref:topbtw-4483.html/ 18 Aprile 2026

Ma ridurre accise, IVA, imposte ?
L’annuncio del fermo dell’autotrasporto, arrivato ieri, è solo l’ultimo campanello d’allarme di un settore in affanno,
dove la protesta non è più episodica, ma il sintomo di una crisi profonda e persistente.
E nei prossimi mesi, la situazione potrebbe addirittura peggiorare.
Secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA, infatti, un’impresa su cinque rischia di chiudere entro la fine dell’anno,
schiacciata da una crisi di liquidità sempre più soffocante.
Se il prezzo del diesel dovesse rimanere costantemente sopra i 2 euro al litro sino alla fine del 2026, non c’è speranza.
Molti piccoli padroncini saranno costretti a gettare definitivamente la spugna.
I numeri sono impietosi:
a fronte di di 67.350 imprese del settore dell’autotrasporto presenti in Italia, oltre 13.000 di queste potrebbero
essere costrette ad arrendersi entro la fine di quest’anno, lasciando i propri automezzi fermi nei piazzali, come carcasse
silenziose di un settore in affanno.
Non si tratta solo di camion che si fermano, ma di un intero sistema che rischia di implodere, con ripercussioni a catena
sull’economia reale e sulla tenuta di migliaia di famiglie.
Perché il caro-gasolio mette in ginocchio l’autotrasporto
Per chi osserva il mondo della logistica dall’esterno, l’aumento del prezzo del carburante alla pompa sembra un fastidio gestibile:
un costo che si “ribalta” semplicemente sul cliente finale.
Ma per un’impresa di autotrasporto, la realtà è radicalmente diversa.
Non è solo una questione di rincari, è una crisi di sostenibilità finanziaria.
In un’azienda di trasporto media, il gasolio rappresenta circa il 30 per cento dei costi operativi totali.
A differenza di altri settori produttivi, l’autotrasportatore opera spesso con contratti a lungo termine o tariffe
fisse negoziate mesi prima.
Se il carburante aumenta del 24 per cento come è successo dall’inizio del conflitto nel Golfo, questo costo extra viene assorbito interamente
dal trasportatore.
Diesel: il rincaro boom del prezzo alla pompa
Il prezzo del diesel alla pompa in modalità self oggi è mediamente pari a 2,135 euro al litro.
Nonostante il taglio delle accise deciso dal governo Meloni e prorogato fino al prossimo inizio di maggio, rispetto all’inizio
della guerra nel Golfo l’incremento di prezzo è stato del 24 per cento (+0,415 euro al litro).
Mea s il confronto lo facciamo con il 31 dicembre scorso, il rincaro è stato addirittura del 30,6 per cento (+0,50 euro al litro).
Considerato che un serbatoio di un mezzo pesante contiene circa 500 litri di gasolio, oggi ad un autotrasportatore fare il pieno al proprio
Tir costa 1.067 euro, 207 euro in più rispetto ad un mese e mezzo fa e 250 euro in più se la comparazione viene eseguita
con la fine dell’anno scorso.
Ipotizzando che il prezzo del diesel odierno rappresenti il dato medio del 2026, quest’anno per rifornire un mezzo
pesante il proprietario dovrebbe spendere 76.860 euro, praticamente quasi 17.500 euro in più di quanto ha speso nel 2025…
LINK
https://www.cgiamestre.com/tir-in-ginocchio-perche-senza-liquidita/

SCRIVI: IL TUO COMMENTO
- Torna alla Prima Pagina - Back to the Front Page -
- Today' NEW contacts -
I lettori di questa pagina sono: