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ref:topbtw-4466.html/ 27 Marzo 2026

Il Parlamento europeo ha approvato il sistema con gli hub per i rimpatri in Paesi terzi, anche se non collegati all'origine delle persone migranti.
Via libera anche all'inasprimento dei periodi di detenzione
Il Parlamento europeo ha approvato giovedì una legge volta ad accelerare il rimpatrio di un maggior numero di immigrati irregolari attraverso
la costruzione di centri di espulsione al di fuori dell'Ue.
La legge aumenterà inoltre il periodo di detenzione legale fino a due anni e imporrà alle persone rimpatriate divieti di ingresso nell'Ue
praticamente illimitati.
Il "regolamento sul rimpatrio" è considerato cruciale per aumentare il tasso di rimpatrio delle persone che non hanno il diritto legale
di rimanere nel blocco ed è visto come la pietra angolare di una nuova spinta per reprimere l'immigrazione irregolare.
La legge consente ai Paesi dell'Ue di rimpatriare le persone migranti irregolari in Paesi terzi non collegati alla loro origine, a condizione
che abbiano stipulato accordi bilaterali per la costruzione di centri chiamati "hub di rimpatrio"
sul loro territorio.
La proposta di legge è stata sostenuta da 389 eurodeputati, con 206 contrari e 32 astenuti.
Dopo il voto, gran parte del Parlamento è scoppiato in un applauso.
La versione finale della legge sarà ora discussa tra il Parlamento e gli Stati membri dell'Ue.
Si prevede che il negoziato sarà agevole, poiché non ci sono differenze sostanziali tra i due testi.
Sia gli eurodeputati che i Paesi dell'Ue vogliono includere nelle deportazioni verso Paesi terzi le famiglie con bambini,
escludendo dalla disposizione solo i minori non accompagnati.
Il Parlamento e il Consiglio intendono inoltre modificare l'effetto sospensivo automatico dei ricorsi
che, secondo la legge attuale, sospende l'espulsione di una persona migrante fino alla sentenza definitiva.
Il testo approvato mira a rimettere questa decisione alle autorità giudiziarie, caso per caso.
La versione del Parlamento ha aggiunto una disposizione che consente colloqui con "entità di Paesi terzi non riconosciuti"
ai fini della riammissione, che potrebbe portare alla cooperazione con regimi non democratici per il rimpatrio delle persone.
"Il testo adottato dà il via libera alla cooperazione con i Talebani per consentire il rimpatrio forzato dei cittadini afghani.
È una rinuncia totale ai valori dell'Ue", ha dichiarato a Euronews la deputata francese dei Verdi, Melissa Camara.
"L'Europa va nella direzione giusta", ha commentato la premier italiana, Giorgia Meloni.
( Redazione )

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